Mer. Mag 29th, 2024

Per IMU si intende l’acronimo di Imposta Municipale Unica e rappresenta una tassa riferita agli immobili non locati calcolata sulla base del loro reddito fondiario, che ha sostituito la vecchia l’IRPEFICI e tutte addizionali relative regionali e comunali. L’IMU è istituita dall’art. 13 del Decreto Legge del 6 dicembre 2011, n.201, che convertito con modifiche dalla Legge 22 dicembre 2011, n.214, e osserva la disciplina dallo stesso articolo 13, oltre che agli articoli 8 e 9 del D.lgs. 14 marzo 2011, n.23, ha subito nel 2014 con la legge di stabilità ulteriori modifiche (Legge 147 del 27 dicembre 2013), che hanno portato all’abolizione dell’IMU sulla prima casa, ad eccezione di tutte quelle abitazioni che appartengono specifiche categorie catastali come ad esempio immobili di pregio, ville e castelli. La recente legge di bilancio del 2020 ha accorpato IMU e TASI ( tributo per i servizi indivisibili ) e viene applicata a tutti i comuni italiani, tranne nelle province autonome di Bolzano, Trento e in Friuli Venezia Giulia che mantengono l’autonomia riguardo a questo tipo di tassa.

Quando e chi deve pagare l’IMU

L’IMU deve essere pagata da chiunque rientri in possesso di immobili, terreni ed aree fabbricabili, eccezione fatta soltanto per le abitazioni principali che non siano denominate di lusso, cioè quelle che vengono accatastate in categorie differenti dalla A/1, A/8 e A/9.
A ogni comune è stata data la possibilità di stabilite in maniera autonoma le aliquote da applicare al calcolo dell’IMU e, per aiutare il cittadino che dovesse necessitare di questo calcolo, ci si potrà rivolgere a un centro Caf che provvederà ad aggiornalo in base alle delibere del comune in oggetto.
Per i terreni edificabili e i fabbricati l’aliquota base è dello 0,86%, ed i comuni possono decidere se aumentarla fino alla soglia massima dell’1,06% o diminuirla fino al minimo consentito dello 0,76%.
Ai comuni che hanno già usufruito della possibilità di aumentare o diminuire l’aliquota, in sostituzione alla maggiorazione della TASI che non è più possibile visto l’accorpazione all’IMU, di aumentare ulteriormente a decorrere dall’anno appena passato 2020, l’aliquota massima portandola dal massimo precedente dell’1,06% all’1,14%.
In caso di abitazioni principali di lusso l’aliquota massima è fissata allo 0,5% che potrà essere aumentata fino allo 0,6% o nel caso il comune lo decida di essere del tutto azzerata.
In caso di fabbricati rurali esclusivamente ad uso strumentale, l’aliquota base è solo dello 0,1% che può essere azzerata dal comune.
Per i fabbricati che invece sono destinati ad essere venduti dall’impresa costruttrice che fino al 2019 erano solo soggetti al pagamento della TASI, è stata fissata un’aliquota pari allo 0,1% fino al 2021 che i comuni potranno aumentare in caso lo vogliano fino al massimo di 0,25% o annullare del tutto; questo sarà possibile solo fino al 1° gennaio del 2022 quando diventeranno esenti dall’imposta.

Sono previste inoltre delle riduzioni che possono essere:

  • la riduzione al 50% della base imponibile per quei fabbricati che sono dichiarati inabitabili, inagibili o di interesse artistico e storico.
  • la riduzione al 50% della base imponibile per tutte quelle abitazioni che sono concesse in comodato da un soggetto passivo ai parenti, con un grado di parentela pari al primo che le utilizzino come abitazione principale. Questo beneficio passa al coniuge con figli minori a carico in caso di morte.
  • la riduzione al 75% dell’aliquota di base per le abitazioni a canone concordato da parte del comune.

Tutte le volte che si modificano i criteri necessari al calcolo dell’IMU, si dovrà provvedere a integrare tramite le diverse modalità previste dal comune, tutte le variazioni allo stato precedente che sono state apportate. Il termine ultimo di presentazione di queste integrazioni è fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si sono verificate le modifiche.
<h2> Come si paga l’IMU </h2>
Pagare l’IMU risulta essere abbastanza semplice, in quanto si può pagare con bollettino postale di conto corrente o stampando e portando a un qualsiasi sportello bancario o postale il modello F24. L’IMU è divisa in due rate che hanno scadenza il 16 giugno e il 16 dicembre dell’anno a cui fanno riferimento, ma si può sempre decidere di pagare tutto l’importo dovuto con un’unico versamento che dovrà essere fatto entro il 16 giugno. Nel caso i termini del 16 giugno e il 16 dicembre coincidano con dei giorni festivi, la scadenza verrà prorogata al primo giorno lavorativo successivo utile.