Lun. Giu 17th, 2024
impianti filtrazione

Aspirazione, depurazione e sanificazione dell’aria sono senza dubbio tra i concetti maggiormente diffusi nell’ultimo decennio. Tra manifestazioni ambientaliste ad hoc e Greta Thunberg varie, la necessità di salvaguardare l’ambiente e la salute della persona spiccano nel filosofare odierno, tanto a livello politico quanto a livello lavorativo.

Ed è in tal guisa che alcune aziende, come la Bruno Balducci srl, propongono soluzioni innovative affinché vengano soddisfatte le sempre più richieste necessità di filtrazione, captazione e monitoraggio delle emissioni sia pubblici sia privati.

Abbattimento e filtrazione

Tra le molteplici modi per depurare l’aria da respirare e spiccano, soprattutto per efficacia, i filtri che possono esser di diverse tipologie in base agli ambienti da sanificare.

Urge infatti sottolineare che occorra valutare la massa d’aria da voler sanificare per potersi orientare nella scelta di un filtro piuttosto che di un altro.

Nello specifico, elenchiamo:

  • filtri a maniche, versatili, a basso costo e a elevata efficienza, garantiscono di sanificare zone come inceneritori, cementerie e acciaierie;
  • filtri a carboni attivati, utilissimi per oli e solventi volatili, con la caratteristica della riciclabilità essendo, per l’appunto, smaltibili o riutilizzabili;
  • filtrazione assoluta, usata per tutelare la salute dei lavoratori in ambienti di tipo “produttivo” (ceramico, chimico, conciario et similia), capace di filtrare sino al 99,9% di fumi e polveri che altrimenti verrebbero inalati;
  • filtri carrellati, per lo più per i saldatori. Difatti questa tipologia è mobile e, dunque, trasportabile, garantendo efficienza nello scopo salutistico;
  • filtri a coalescenza, nel caso di ambienti umidi a causa di determinate sostanze tossiche che si propagano e disperdono nell’aria. Questa tipologia necessita di pochissima manutenzione e soprattutto è riutilizzabile molte volte, incidendo così positivamente sulle spese grazie a un rilevante risparmio;
  • filtri a tasca per i particolati. Funzionano in maniera differente dai suddetti inquantoché spingono le masse di aria verso fibre ad hoc – specialmente di vetro o sintetiche – per poi rimetterle in circolazione purificate dalle pericolosissime sostanze solide e liquide direttamente correlate alle principali malattie del sistema respiratorio dei lavoratori;
  • cicloni separatori, adoperati su larga scala per depolverare l’aria, con possibilità di adoperarli per i fumi umidi similmente ai suddetti filtri a tasca;
  • torri scrubber alias “abbattitori ad umido”, multifunzionali ma anche lievemente meno efficienti delle soluzioni appena elencate;
  • filtri elettrostatici che sono altamente consigliati poiché hanno una resa costante pari al primo giorno di utilizzo a prescindere dall’usura del tempo.

Captazioni e aspirazioni localizzate

Qui siamo in presenza di strumentazioni particolarmente utili allorquando ci si trovi in presenza di ambienti lavorativi più ristretti, in cui magari urge una costante e accurata sterilizzazione, come nei laboratori farmaceutici e chimici.

Con la captazione è possibile procedere all’aspirazione di polveri, gas e fumi, bloccando in toto qualsivoglia fattispecie di contaminazione. I bracci adoperati sono facilmente smontabili il che li rende modificabili e strutturabili secondo le esigenze che, nel tempo, possono mutare.

Da non sottovalutare inoltre è la poca manutenzione di cui necessitano che non eccede l’ordinario controllo dell’apparecchiatura.

Spiccano, in tal senso, le cappe aspiranti. Trattasi di comodissime strutture metalliche che dapprima aspira la massa d’aria, poi la filtra e infine la rimette in circolo, garantendo ai lavoratori di respirare ossigeno sempre fresco e purificato.

Sono inoltre personalizzabili per qualsiasi ambiente di lavoro.

Ma una corretta aspirazione delle impurità può passare anche attraverso le pareti aspiranti. Cosa sono? Si tratta di dispositivi che captano le masse inquinate a livello locale. Molto diffusi soprattutto per le lavorazioni degli scavi in vetroresina perché, tramite per l’appunto questa superficie estesa, si crea uno schermo contro ogni tipologia di impurità che altrimenti finirebbe nei polmoni.

Ma, a scapito del nome, non immaginatele solo come superfici a muro: ne esistono per tutti i gusti, sorrette da gambe o persino al suolo.